L’ORO GIALLO DELLA CUCINA?

 

“Vale oro quanto pesa”: un proverbio che si addice perfettamente alla spezia dorata regina dei risotti, il più famoso dei quali quello del nostrano chef Gualtiero Marchesi, “oro in oro”. Lo zafferano è conosciuto fin dai tempi più remoti: addirittura i sommi poeti Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio lo citano nelle proprie opere vantandone le virtù culinarie.
Questo fiore, tanto amato dai buongustai di tutto il mondo e, fin dagli albori della civiltà, utilizzato a scopo rituale, aromatico e medico, è originario della Persia, da cui si diffuse nel Nord Africa e di qui in tutto il bacino del mediterraneo. Non conosciamo la data esatta in cui lo zafferano fu introdotto in Italia, certo è però che il merito di aver importato il bulbo nel nostro paese è del padre abruzzese Santucci. Ed è proprio l’Abruzzo, insieme alla Toscana e alla Sardegna, una delle regioni italiane più produttive del settore e, dobbiamo riconoscerlo, è l’Italia a detenere il primato in quanto a qualità del proprio zafferano. Certo il prodotto estero costa molto meno, ma il prezzo è giustificato dall’accuratezza della lavorazione nostrana, interamente realizzata a mano, nonché dalla scarsità della coltura (pensate che tutti i siti di produzione italiani producono nel complesso 50 kg di spezia all’anno!).
Fortunatamente basta davvero un pizzico di questa preziosissima polverina gialla per dare un tocco in più anche ai piatti più semplici. La cucina italiana, inoltre, non rinuncia certo facilmente a un ingrediente dal gusto tanto delicato, specie dopo la campagna promozionale lanciata dal “re dello zafferano italiano”. Chi non ricorda lo storico spot dello Zafferano Leprotto in cui compare la classica famigliola anni ’80 riunita intorno a una tavola imbandita con una marea di piatti spruzzati di giallo? O il simpatico coniglietto-chef riportato su ogni bustina del prodotto? Tanto che una quindicina di anni fa centinaia di persone hanno mangiato risotto alla milanese tutti i santi giorni pur di accumulare i punti per ricevere il mitico pallone giallo e rosso col leprotto!!
Ma oltre alle già note virtù gastronomiche, lo zafferano ha anche sorprendenti proprietà benefiche per la salute: pare infatti sia un vero toccasana per molti disturbi legati allo stile di vita moderno, quali ansia, stress e depressione e un ottimo rimedio naturale in caso di scarsa memoria, nonché un elisir di giovinezza e un buon alleato della digestione.
E allora perché non approfittare delle mille qualità di questa spezia capace, per di più, di regalare bontà e sapore a ogni pietanza? Se anche voi intendete usufruire di tante virtù offerte da un unico ingrediente, perché non cogliete l’occasione di partecipare al corso di Congusto“Zafferano in cucina” in programma il 30 di marzo? Il nostro chef vi svelerà trucchi e originali ricette per tingere del colore del sole i vostri piatti.
Nel frattempo vi segnalo alcuni tra i migliori produttori di zafferano italiano:

  • l’antica azienda agricola Peltuinum, situata presso la Piana di Navelli, a 20 km dall’Aquila

             http://www.peltuinum.it

  • l’azienda aquilana Perle d’Abruzzo, presso San Demetrio

             http://www.perledabruzzo.com

  • l’azienda Itria, dislocata nel piccolo comune di Turri, nel sud della Sardegna

              http://www.zafferanodisardegna.it

  • l’azienda agricola Zafferano San Gavino di Ennas Fabrizio, anch’essa in Sardegna

            http://www.zafferanodisangavino.it

  • l’azienda agricola Brandi, presso San Quirico d’Orcia in Toscana

             http://www.crocusbrandi.it

E voi dove vi rifornite di questa deliziosa polverina? Per caso conoscete ulteriori proprietà di questa salutare spezia o custodite ricette sfiziose con cui assaporare quel suo sapore inconfondibile? Il vostro piatto preferito con lo zafferano?

Annunci

Un mela tira l’altra ?

Continuano i corsi di cucina omaggio con mele Val Venostawww.vip.coop/it. Per tutte le informazioni sui corsi di cucina si può contattare anche Congusto attraverso il sito web www.congusto.it o telefonando allo 02.63.47.19.82

Una mela tira l’altra? Pare proprio di sì, perché proseguirà anche nei prossimi mesi la gustosa iniziativa firmata VI.P, il Consorzio delle mele Val Venosta in collaborazione con la Scuola di cucina e fisiologia del gusto Congusto. La scuola di cucina milanese organizza nella sua sede (via Enrico Tazzioli, 11) altri tre corsi di cucina della durata di 3 ore completamente gratuiti per i partecipanti: occasioni uniche per assaporare tutto il gusto e la versatilità delle mele venostane! Non solo dolci, ma anche primi piatti e secondi, antipasti e contorni: attraverso la preziosa collaborazione con gli chef Congusto, la mela della Val Venosta fa conoscere le peculiarità delle sue tante varietà in un viaggio prelibato che parte dalle ricette più semplici e immediate fino a quelle più ricercate e sfiziose.Ciascuno dei corsi ha come protagonista Golden Delicious, Stark, Gala e Pinova, le varietà di mela Val Venosta più diffuse, per mettere in risalto le specificità di ciascuna di esse ed imparare a valorizzarne il gusto e la stagionalità. Per aggiornarsi sulle date, sul contenuto e sull’orario degli altri appuntamenti, ma anche per prendere spunto dalle prelibate ricette presentate durante i corsi, basta consultare il sito web delle mele Val Venosta,