Dopo la bufera mediatica, davvero scricchiola il futuro della cucina molecolare?

2^PUNTATA: I SOSTENITORI DELLA CUCINA MOLECOLARE

Sul fronte opposto, tra i fornelli degli chef innovatori, le misure adottate dal governo “a tutela della salute del consumatore”, hanno suscitato non poca amarezza, senza tuttavia scalfire le posizioni dei più convinti avanguardisti (per dovere di cronaca, però, occorre segnalare che il capofila spagnolo Ferran Adrià di recente ha chiuso il suo locale e si è preso una vacanza (di studio) di un paio d’ anni).

Ettore Bocchia, chef executive del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio e firmatario del “Manifesto della Cucina Molecolare Italiana”, nonché autore con il professor Davide Cassi di un libro sulla cucina molecolare e primo in Italia ad utilizzare l’ azoto liquido, appresa l’ordinanza del ministero, si è detto pronto ad autodenunciarsi perché eliminare l’azoto liquido significherebbe fare un notevole balzo indietro nella storia della cucina.

Emiliano Gusella ha reagito dichiarando che anche la nouvelle cuisine, nata in Francia nel 1973, suscitò scalpore, tutti, però, ne divennero presto seguaci.
Chi non ha battuto ciglio è stato Massimo Bottura, che si è anzi detto certo della alta qualità dei suoi piatti, delle materie prime e delle sostanze usate per cucinare, perché scelte da un attento studioso come lui, capace di affiancare alla preparazione dei più deliziosi manicaretti lo studio approfondito della materia molecolare, revisionando così i più classici metodi di cottura scoprendo nuovi sapori.

Di fronte a un tal caos, vi lascio con un semplice quesito: siete certi che il maggior pericolo si nasconda nella cucina molecolare? Davvero credete che chi fa ricerca e crea ad alto livello da decenni sia in grado di avvelenarvi?
Io mi preoccuperei piuttosto dei cuochi di basso livello che possono caso mai avvelenarti non avendo competenza in materia, ma soprattutto porrei attenzione ad un rischio ben più elevato: quello proveniente dalle industrie alimentari, che certamente fanno un ben più cospicuo e irresponsabile ricorso alla chimica, ai conservanti e ai coloranti.
E voi, cosa ne pensate?

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