Sergio Mei e “La Cucina Italiana all’italiana”

a cura di redazione.cucina@congustomagazine.it

sergio meiCon la semplicità che solo i grandi hanno, Sergio Mei ci spiega e racconta con passione di questo suo libro, di come sia nato, come sono state realizzate le ricette e molto altro ancora. Quando parla esprime tutti i sapori della sua cucina, riesce a farteli sentire. “Il titolo l’ho scelto perché così dicendo, ‘all’italiana’, è per dire a modo mio e mi sono parato dalle possibili critiche. Volevo esprimere il mio punto di vista”.

Come nasce questo libro, che è un volume molto grande e ricco?

Il libro nasce da un’esigenza, andando spesso in Francia e all’estero in generale. Per anni ho frequentato  l’Ecole Lenôtre di Plaisir di Parigi e adesso vado come docente per fare cucina esclusivamente italiana. Non vogliono una cucina moderna, loro vogliono imparare a fare la cucina italiana. E così nasce questo libro.

A chi si rivolge?

Soprattutto ad un pubblico straniero, ma l’abbiamo pensato e realizzato anche per gli italiani, che sia una casalinga o un ragazzo dell’alberghiero questo libro è uno strumento adatto, interessante e idoneo.

Quindi anche chi non è un cuoco può seguire il libro…

Certo. Alla fine dei vari passaggi, le ricette le abbiamo fatte leggere a due casalinghe. Ci è successo, qualche volta, che ci hanno chiesto spiegazioni in alcuni passaggi che per loro non erano chiari e noi abbiamo poi modificato per creare un libro accessibile a tutti.

Come si scelgono le ricette per un libro di cucina italiana all’italiana?

Una volta maturata l’idea è stata fatta una ricerca di cucina regionale italiana. Alla ricetta ci si lavora in equipe, con un gruppo di tre, quattro persone. Abbiamo cercato di rispettare le radici e la tradizione.

In alcuni casi però ci sono delle versioni che differiscono dalla ricetta originale…

Sì, negli spaghetti al pomodoro ad esempio, ho presentato sei versioni diverse. Le varianti sono dei consigli, nulla più.

Quante ricette ci sono le libro?

274.

Vista la sua lunga esperienza anche all’estero, qual è la ricetta italiana che all’estero ha avuto più successo?

La pasta al pomodoro è la ricetta che ha conquistato il mondo.

Quanto è importante per lei insegnare cucina italiana all’estero?

Quando si insegna ci si sente un testimone della nostra cultura, del nostro patrimonio. Quando lo fai all’estero ancor di più. E poi loro stanno li a chiederti tutti i perché, le percentuali e via dicendo. Ti chiedono mille cose e tutte queste piccole cose ti valorizzano, valorizzano il tuo sapere. All’estero questo non viene mai dato per scontato, in Italia magari è normale sapere certe cose… Sono più assetati di sapere in merito alla base della cucina.

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