ADAMO ED EVA AI FORNELLI

fernando_botero_081_adamo_ed_eva_e bene dopo il MAC questa settimana ho deciso di partire dalle origini e discutere un po’ di cucina e gusto rivisitando in chiave gastronomica il vecchio “conflitto” tra uomo e donna…ai fornelli! Nell’immaginario collettivo, specialmente nei decenni passati, era difficile pensare all’uomo come a colui che si dedicava alle faccende di casa e a preparare i pasti per provvedere ai bisogni nutrizionali della famiglia…oggi invece la realtà è completamente diversa…i ruoli di uomo e donna sono diventati complementari se non addirittura ribaltati, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti più femminili della gestione della casa. La fama internazionale di molti chef e anche, nella realtà casalinga, la bravura di molti uomini a destreggiarsi tra pentole e padelle, conferma che Adamo sembra aver sorpassato Eva anche su questo fronte… Se volgiamo inoltre lo sguardo ai frequentatori dei corsi di cucina nelle scuole, notiamo sempre più spesso la presenza di tanti single, fidanzati e mariti… a questo punto mi viene da chiedermi come e quando è nata questa inversione di tendenza o se semplicemente i consorti preferiscono vedere con i loro occhi quello che poi andranno a preparargli le loro compagne perché come al solito non si fidano delle donne… Certo è che quando penso alla cucina tradizionale, a quei sapori del passato che ti portano indietro all’infanzia, la prima cosa che mi viene in mente è la cucina della nonna e non quella del nonno! Eppure se guardiamo ai “piani alti” del panorama culinario mondiale, anche coloro che si professano totalmente ignoranti in materia sapranno menzionare almeno un nome di chef…maschio! Quello che è noto è che nelle cucine delle vecchie locande famose da generazioni, se buttiamo uno sguardo in cucina sicuramente troveremo un viso dolce di una qualche signora non più giovanissima che mescola la sua famosa zuppa dall’ingrediente segreto, mentre se chiediamo l’autore dell’ultima stravaganza culinaria appena assaggiata in qualche ristornate segnalato sulle guide più importanti, ci verrà indicato come autore l’ultimo chef di grido. Dopo un’attenta riflessione, nella quale non posso comunque non ammettere che gran parte degli uomini se la cavano in modo eccelso in cucina, mi chiedo dunque…quando e perchè Eva ha deciso di passare il mattarello ad Adamo?

FAST FOOD, GOOD FOOD?

il_mac_Questa settimana prendo spunto direttamente dalla provocazione lanciata da uno dei guru della critica gastronomica, nonché ideatore e curatore di “Identità golose” la bibbia delle guide ai ristornati d’Italia, Europa e Mondo…Paolo Marchi, ha infatti recentemente pubblicato un elogio al panino per eccellenza, il mitico Mac di Mc Donald’s! Gli amanti della buona cucina staranno certamente storcendo il naso e non potranno credere alle loro orecchie, eppure anche un palato sopraffino come quello del famoso critico ha ceduto al richiamo del fast food. Molti si staranno chiedendo se non sia stato preso da un attacco improvviso di vuoto alla stomaco e avesse a disposizione solo 5 minuti per placare la fame eppure, pare che oltre ad averlo mangiato l’abbia pure trovato “uno dei migliori panini che abbia gustato negli ultimi mesi”. Devo dire che da un lato apprezzo che una persona come lui, che ammette comunque di ritenere Mc Donald’s “quanto di più lontano vi sia dal mio modo di intendere la ristorazione” e di essersi pure vergognato a varcare le porte dell’ “inferno”, abbia avuto però la curiosità (e il coraggio?) di testare qualcosa di assolutamente estraneo al suo ideale di cibo. Escludendo lattuga e pomodoro, Marchi ritiene che carne, pane, formaggio e cottura non abbiano nulla da invidiare ad altri panini, ma anzi definisce la nuova star di Mc Donald’s una sorpresa, decretando che l’unico motivo per cui lo si potrebbe rifiutare sarebbe puramente ideologico! Non solo, per concludere il suo elogio, pure il prezzo (ma questo si sapeva) è indicato come un ulteriore valore aggiunto al prodotto. Spiazzato dalla bontà del suo pasto la domanda gli è sorta spontanea e, a questo punto dopo aver io stesso provato il famigerato Mac e avendolo trovato altrettanto buono, mi chiedo anch’io “quali margini di manovra rimangono se anche il diavolo si mette a proporre qualità autentica?” Da anni il braccio di ferro tra fast food e slow food alimenta i dibattiti culinari, e anche se coloro che spesso si ritrovano a fare la fila per hamburger e patatine sono i primi ad ammettere la totale mancanza di gusto e nutrizione equilibrata di questi cibi, i fast food di certo non fanno la fame…sarà il prezzo, sarà la comodità di un pasto veloce in questo mondo che ormai non sa più trovare un momento per rilassarsi…o sarà che alla fine i loro prodotti non sono per niente male? Io non ancora convinto, soprattutto che per un buon panino ci voglia un grande Chef, ma dove sono finiti i bravi paninari ?