Bontà retrò

Sushi, fusion, thai, ristoranti messicani, argentini… Se anche voi siete tra coloro che non ne possono più dei più strani inviti a cena degli amici più trendy, se ogni volta che vi trovate di fronte al più esotico dei piatti rimpiangete nostalgicamente la buona vecchia “cucina della nonna”, ebbene sappiate che le nuove tendenze culinarie giocano a vostro favore!
Basta guardarsi un po’ intorno per capire che lo stile retrò imperversa particolarmente negli ultimi anni: le fashion victims impazziscono per i capi vintage (dai jeans “vissuti”, alle scarpe d’annata… (avete notato il ritorno delle intramontabili Superga, per non parlare del nuovo must: i Rayban Wayfarer anni ’60?)); gli appassionati di musica inneggiano a cantanti come Amy Winehouse e Michael Bublè; i produttori cinematografici ripropongono i mitici anni Sessanta (basti pensare a “La prima cosa bella”, film che ha sbancato al botteghino). 

Non vi stupirà, quindi, scoprire che il nuovo trend in ambito gastronomico punta indubbiamente al vintage! Via libera, dunque, ai piatti che profumano di passato! Ecco tornare la voglia del buon vecchio risotto alla milanese, delle lasagne fatte in casa e, perché no, dell’opulento, ipercalorico cannellone… Tornano prepotentemente alla ribalta ricette dimenticate, ma soprattutto prodotti alimentari, per lunghi anni caduti nel dimenticatoio e poi resuscitati dal ritorno nostalgico all’infanzia dei consumatori. Ricordate le scatole dei biscotti di quando eravamo piccoli? Lazzaroni ha deciso di rimettere in commercio quelle scatole di latta litografate pieni di biscotti dal profumo irresistibile. Dal canto suo Sanpellegrino ripropone la vecchia bottiglia “a clavetta” in edizione storica limitata, rigorosamente con etichette originali degli anni’50, e lo zafferano 3 cuochi la vecchia latta originale da 35 lire a confezione! D’altronde chi può negare il piacere di assaggiare un cibo o una bevanda che ci richiama i felici momenti del passato?

Gli stessi oggetti e decori dei tempi trascorsi non smettono di affascinare e così anche il design rivisita oggetti di cucina vintage che regalano un’atmosfera elegante e, con un tuffo nel passato, rendono il focolare domestico un luogo ricco di certezze, solidità e classicismo: dagli irresistibili stampi per muffin e tortine in vari disegni e formati, alle bottiglie di vetro con manici per il latte, per poi giungere alla vecchia macchina in metallo per la pasta fatta in casa rivisitata da Marcato. Perché i grandi classici non invecchiano mai!

E voi avete qualche proposta di piatti retrò? Qual è la ricetta vintage che preferite?
 
 

 

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CHE GUSTO MI METTO OGGI ?

il gusto si indossaLa settimana della moda milanese si è da poco conclusa e dopo il tour de force che ogni anno coinvolge migliaia di operatori del settore e non, mi viene naturale fare un paragone tra il mondo del fashion e quello del food. Diciamo che la domanda sorge spontanea dal momento che ogni kermesse che si rispetti è sempre accompagnata da una cena/aperitivo dove, come in passerella, nulla è lasciato al caso… La cucina dunque, o meglio il mondo del cibo, può essere definito alla stregua della moda per antonomasia, ovvero il mondo del vestire, e quindi in continua evoluzione fatto di tendenze che cambiano, spariscono e ricompaiono?

Certo è che il “guardaroba della nonna” si è evoluto e soprattutto migliorato ad una velocità estremamente maggiore di quella della “cucina della nonna”, che per molti rimane invece la cucina per eccellenza, ma anche nel mondo del cibo abbiamo assistito in questi ultimi anni ad un boom senza precedenti di novità in campo gastronomico…se una volta l’alternativa era rappresentata da un semplice ristorante cinese o da una yogurteria, ora tra sushy, fusion, thai, bar all’ossigeno e altre stranezze non si sa più da che parte girarsi…I valori della cucina tradizionale vengono quindi abbandonati per le nuove tendenze?è giusto che le piccole trattorie lascino spazio ai nuovi ristoranti alla moda così come i piccoli produttori si debbano arrendere ai marchi di fama internazionale?

Personalmente credo sia giusto ammettere l’influenza della globalizzazione e l’inversione di alcune tendenze tradizionali nel mondo del cibo, come l’internazionalizzazione della cucina italiana da un lato, l’abbassamento dell’eta media degli appassionati e quindi l’importanza di unire cibo e tendenze (fenomeno ben evidente nel proliferarsi di bar e ristoranti da parte dei maggiori marchi del fashion). Penso però che queste diverse realtà dovrebbero convivere al meglio e non cannibalizzarsi, lasciando libera espressione ad entrambe, che insieme rappresentano il vecchio e il nuovo di un mondo in continua evoluzione, ma anche fortemente legato alla sua più primitiva forma di espressione, rappresentata dalla cucina semplice e tradizionale.

E penso anche che chi si intende di moda dovrebbe però non fare finta di intendersi anche di cibo…lo stile è una cosa, il gusto un’altra…