3° edizione de La Notte Bio a Isola di Piano

bioPer Sabato 29 giugno 2013, il Comune di Isola del Piano organizza la terza edizione de La Notte Bio, quest’anno intitolata Ci vediamo al levitar del pane e incentrata, appunto, sul pane. Nata quasi spontaneamente come modo di festeggiare gli ospiti e amici di BioEuropa, l’evento internazionale dedicato alle tematiche e alla cultura del biologico, La Notte Bio si è allargata per comprendere anche altri aspetti delle tradizioni locali e il territorio.

L’antefatto: il convegno

Nel magnifico scenario del Monastero di Montebello il consueto appuntamento con BioEuropa si terrà dalle 10.00 alle 13.00. Per questa 19a edizione, il tema del convegno è “Quando l’agricoltura è di qualità. Il ruolo della filiera biologica”, un’occasione per confrontarsi, fare il punto, ed elaborare programmi per il futuro. I relatori sono Andrea Arzeni (Inea), Francesco Giardina (Mipaaf) e Marco Roveda (Lifegate). Al termine tutti i partecipanti sono invitati al buffet preparato con i prodotti della filiera marchigiana biologica. Il convegno è aperto al pubblico.

Una nuova opera d’arte permanente e un premi o annuale

A partire dalle ore 16 il piccolo centro storico di Isola del Piano sarà allestito a festa con stand e mostre, mentre nel rinnovato spazio pubblico del Montone (ore 18), verrà inaugurata la scultura permanente Idolino Graziella RA realizzata da Pino Mascia. Raffigurante “il figlio del grano”, un amorino con arco e frecce e i capelli di spighe, che rappresenta lo spirito di una terra e la sua comunità, la statua verrà dedicata a tutti i produttori biologici. In occasione dell’inaugurazione della statua è stato istituito il premio annuale L’Idolino Graziella Ra, che sarà assegnato a chi si è distinto nella tutela dell’ambiente, della cultura e della biodiversità. Per il 2013 a riceverlo sarà la giornalista Raethia Corsini che, tra l’altro, ha pubblicato un racconto proprio su Graziella RA, mentre uno speciale Idolino inaugurale sarà conferito a Carlo Petrini a Senigallia il 23 giugno.

Una festa che profuma di pane

Mentre si comincia ad impastare intorno ai vari forni dislocati nel paese, gli incontri bio continuano con la presentazione del progetto Coop Campo Service (ore 19), nell’Auditorium ex-chiesa dell’Annunziata allestita come teatro-salotto. Per fare il pane ci vuole il lievito. Ed ecco PaneNostro & Comunità del Cibo Pasta Madre che si ritrovano a Isola del Piano per il primo Raduno Universale di Spacciatori di Pasta Madre con tanti lieviti diversi, pronti per essere diffusi con suggestiva ritualità (Piazza Umberto I, dalle ore 17). In uno dei forni il pane, a partire da “semi biodiversi”, sarà realizzato dagli spettatori sotto la divertente regia gastronomica di Koinè Teatro sostenibile (in più repliche). In un altro angolo poi, grazie agli amici di Legau, paese tedesco “gemello” di Isola del Piano, si potranno assaporare i mitici “bretzel” appena sfornati (vanno bene anche con il vino, soprattutto quello biologico locale). Accanto agli “spacciatori” ci saranno gli inFestanti, un gruppo di briosi artigiani che presenteranno i loro prodotti in modo originale con musica e animazione. Naturalmente non mancheranno i punti di ristoro con ottime pietanze bio e locali.

Dal tramonto all ’alba… teatro e musica

Dalle ore 19.00 gli artisti di strada di CircaTeatro scorrazzeranno per vicoli e piazzette disseminando baldoria e buonumore, mentre in piazza faranno l’ultimo “sound check” gli Obelisco Nero, per esser pronti a scatenare i balli (previsti per le ore 24.00). Il teatro riprende alle ore 22.30 (ex-chiesa dell’Annunziata) con Freakandò un divertissement teatral-musicale che inscena o meglio “mette
in padella” una “fritturina” di idee, di sospiri carichi di sentimento, di tepori goderecci del cibo. Rudolf e gli improvvisatori accompagneranno l’inaugurazione dell’Idolino Graziella RA e continueranno a suonare in giro per il paese fino a dare il benvenuto all’alba con Ora SonSuon.

(Fonte: SinergicaMente Ufficio Stampa La Notte Bio)

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UNA RIVOLUZIONE IN TAVOLA: LA CELIACHIA!

 

Immaginate di non poter più mangiare pane, pasta, pizza, focacce, torte, biscotti (quasi tutti i cibi più stuzzicanti e gustosi, insomma), di dover cancellare dal vostro menù sughi e salse, di dover rinunciare a bere birra, o anche solo una buona tazza di cioccolata? Una vita da incubo, direte voi! La vita di tutti i celiaci, per lo meno fino a qualche anno fa, dico io!! E in effetti, pare davvero difficile da immaginare una vita senza glutine, considerando che quest’ultimo è uno degli ingredienti più diffusi nella moderna alimentazione, specialmente nel mondo mediterraneo.

Ma cosa si intende esattamente per celiachia? Se ne parla molto, ma forse se ne sa ancora troppo poco… La celiachia è un’intolleranza alimentare al glutine, una proteina presente praticamente ovunque, ma soprattutto nei cereali di uso più comune, come frumento, avena, orzo, farro, segale e tanti altri. Le persone affette da questo genere di “allergia”, assumendo glutine anche in piccole quantità, riscontrano danni all’intestino con conseguente insufficiente assorbimento nutrizionale di cibo e gravi ripercussioni su altri organi, nonché su sistema nervoso e cervello. L’aspetto più sconveniente di questa patologia è il suo carattere subdolo, serpentino: la celiachia non si manifesta in modo palese, ma ti lascia bruciare nel dubbio e nel dolore, con sintomi variabili, quali diarrea, dolorosi crampi addominali, perdita di peso e, nei bambini, arresto della crescita. Talora agisce in modo silente… ma, soprattutto, può colpire in qualsiasi momento e ad ogni età. Ed è specialmente nei casi in cui si manifesta in età già adulta che questo disturbo comporta davvero una rivoluzione non solo delle proprie abitudini alimentari ma della propria vita. Perché anche i gesti più semplici e consueti, come il bere un caffè al bar, divengono fonte di ansia per il celiaco: perché se prima di lui, un cliente avesse ordinato un caffè d’orzo, i residui di questo cereale nella macchinetta per il caffè gli procurerebbero dolori lancinanti.

Tuttavia la crescita esponenziale del numero di celiaci in Italia (negli anni ’80 si registrava un celiaco ogni tremila persone, negli anni ’90 uno ogni mille, e oggi addirittura uno ogni 150) ha notevolmente sensibilizzato l’opinione pubblica in merito a questa malattia (che pure tale è seppur si curi a tavola e non in ospedale): negli ultimi anni le numerose campagne informative sulla celiachia hanno contribuito a squarciare il velo di silenzio che la avvolgeva. Più numerosi sono ora gli esercizi commerciali e i ristoranti che propongono alimenti e prodotti glutin-free, sempre più frequenti sono i blog sul tema, nascono addirittura tour interamente organizzati a misura di celiaci. Vi segnalo alcuni dei siti e dei contatti più interessanti:

-se siete interessati ad acquistare prodotti glutin-free:

http://www.celiachiamo.com/chi-siamo

http://www.belcreda.it/ 

-se cercate ristoranti con cucina senza glutine:

Trattoria Casa Fontana 23 Risotti, P.zza Carbonari 5, Milano

Ristorante Haiku, Via Quintino Sella 28-30, Catania

Caffè del Duomo, Piazza Duomo 16, Siracusa

-per blog sul tema e ricette dedicate a celiaci:

http://www.ilricettariodianna.com/

http://lagaiaceliaca.blogspot.com/

-se volete viaggiare sententendovi a vostro agio, visitate il sito:

http://www.clikkare.it/blog-viaggi/vacanze-per-celiaci/

Congusto vi aspetta nelle sedi di Milano e Catania con nuovi corsi dedicati proprio a chi soffre di intolleranze alimentari! In calendario “GOLOSI DI SALUTE: DOLCI E CREME DEDICATI A CHI HA INTOLLERANZE!”

Premio al pane

Passeggiando per le grandi città a volte si dimenticano i profumi che certi piaceri della vita ci riservano…

Uno di questi gustosi piaceri è il pane, durante una gita fuori-porta è stato un piacere scoprire ricercate attenzioni che nelle cose piu’ semplici la provincia ed i piccoli centri ci offrono. Tanti i pani buoni della nostra Italia e tanti quelli da scoprire come il pane di Genzano; lo fanno così da sempre, si tramandano di padre in figlio i segreti della lavorazione come l’utilizzo per la preparazione della pasta madre, la doppia lievitazione, la giusta quantità d’acqua necessaria a formare un impasto elastico, il sapiente mix di farine di tipo “O”, l’aggiunta del cruschello o del tritello, quel qualcosa che lo rende unico.

Andare a Genzano ad assaggiare questo pane dalla mollica bianca e saporita è come andare alla riscoperta di un sapore semplice e antico che ha deliziato il palato di nobili, ma anche di Papi e contadini. Da nord e sud… il pane di Comiso, quello toscano, il cuddureddu di Ragusa; qualche indirizzo cult del pane : a Milano il panificio San Gregorio, oppure il Pandenus a Sarzana la panetteria Porta Parma a Modica e Pozzallo il panificio Boscarino.

E poi un buon suggerimento: soprattutto nei piccoli paesini provate a gustare il buon pane fatto in casa. Magari anche in occasione del World bread day.

Ma esistono ancora i buoni panettieri? Anche in città? Il tuo indirizzo cult?